sabato 8 ottobre 2011

sabato 8 ottobre:

ore 15 inizio mercatino
ore 16 esibizione Club dance palestra Dinamika
ore 17 assemblea soci
partecipate!!!

martedì 26 luglio 2011

"Rispettare e farsi rispettare. I no e le regole."

Conferenza San Martino in Riparotta Marzo 2009
Dott.ssa Elisa Lucchi


La poca tolleranza e l'aggressività, così come la scarsa disponibilità alla fatica, all'impegno, a tollerare i piccoli disagi, sono tutte caratteristiche che sembrano contraddistinguere nel mondo occidentale la gran parte della società odierna e che ritroviamo riproposte nel mondo dei bambini, nella loro educazione, sostenute e giustificate quasi in termini categorici dal pensiero: “il bambino non deve soffrire”. Crediamo allora di proteggere e a volte non ci rendiamo conto che stiamo danneggiando e producendo bambini insicuri e poco dotati di autonomia e soprattutto poco muniti di quelle fondamentali doti individuali che rendono liberi, capaci e sociali: l'adattabilità e la tolleranza .

Le regole, i no, i limiti, e la disciplina non sono soltanto aspetti educativi necessari per un vivere sereno familiare e sociale, ma sono elementi indispensabili per crescere un individuo sicuro e contemporaneamente tollerante, capace di adattarsi e al tempo stesso in grado di essere libero ed autonomo, in grado di combattere in modo responsabile, gestendo frustrazioni e disagi, ma anche capace di riconoscere e rispettare gli altri e i loro sentimenti; un uomo sociale .

In questa direzione la parola disciplina assume una funzione importante nell'educazione, disciplina significa insegnare. Attraverso la disciplina è possibile sviluppare aspetti formativi come:

  • L'autocontrollo, la capacità di riconoscere i propri impulsi, ciò che li scatena e quali conseguenze producono ed imparare a trattenersi dall'agire inadeguato
  • L'abilità di riconoscere i propri sentimenti e come nascono, dal loro un nome ed essere in grado di esprimerli adeguatamente
  • Capire i sentimenti degli altri e dar loro importanza riconoscendo l'effetto che il proprio comportamento ha sugli altri

La pedagogista Selma Fraiberg afferma: “Un bambino senza disciplina è un bambino che non si sente amato”; questo perché attraverso la messa in atto di limiti educativi permetto al bambino che cresce di potersi sentire sicuro . Proviamo ad immaginare infatti se all'età di due o tre anni un bambino si sente più potente di chi si prende cura di lui, come può proteggerlo questa persona se se ne presenta la necessità? Dal punto di vista del bambino i limiti sono delle restrizioni che possono mandarlo su tutte le furie, ma sono anche dei cancelli che proteggono e fanno sentire al sicuro; sapere infatti che qualcuno è disposto ad affrontare dei momenti sgradevoli nel nostro interesse, come il dover negare e frustare dei desideri, ci dà sicurezza. Inoltre i limiti permettono al bambino di vivere occasioni graduali e necessarie per poter sviluppare le proprie risorse e divenire forti . Se qualcun'altro fa tutto il lavoro al posto nostro e soddisfa ogni nostro capriccio, noi diveniamo sempre più deboli, sempre più poveri di strumenti per affrontare il mondo e incapaci di sopportare la frustrazione. Attraverso il limite io offro la possibilità al bambino che cresce ad avere fiducia nelle proprie capacità e ad imparare a superare le difficoltà.

E' vero che pochi limiti e pochi rimproveri eliminano l'aspetto frustrante ed antipatico conseguente da gestire, ma anche l'aspetto rassicurante cha dà saper di avere dei limiti e spazi circoscritti, chiari e solidi.

E' necessario che i bambini conoscano ed accettino i propri limiti, che imparino a riconoscere e rispettare sì le proprie esigenze, ma anche quelle altrui. E imparino che, per il buon vivere sociale e relazionale, spesso è necessario limitare le proprie pretese, arrivando a delle mediazioni. È indispensabile che sappiano riconoscere il valore dell'autorità, quando è giusta, e riescano ad accettare che essa non solo definisca le regole giuste, ma che le sappia anche far rispettare. Per questo è necessario talvolta sgridarli e talvolta anche punirli.

Il “ no” è l'espressione verbale di un limite che gli adulti nel loro ruolo educativo fin dalla nascita del bambino sono chiamati a mettere in atto in svariati momenti della vita di tutti i giorni, ma vi è un momento in particolare dello sviluppo del bambino in cui la capacità a dire di no è particolarmente importante, quando il bambino è in grado di muoversi da solo ed inizia ad esplorare il mondo attorno a lui, e può quindi andare incontro a molti pericoli. In questo momento fa la comparsa la disciplina.
Nella vita quotidiana di una famiglia in cui c'è un bambino di questa età, il “no” è probabilmente una delle parole più usate!

A questa età la disciplina significa insegnare gradualmente l'autocontrollo che non si impara in un solo colpo, ma gli stessi episodi si ripetono innumerevoli volte al giorno e i bambini hanno bisogno che i loro genitori mettano le mani sulle loro mani o sulle spalle per fermare l'azione indesiderata. Il bambino ha bisogno che i genitori continuino a dire di “no” finché la lezione è stata appresa e non vi è più necessità di mettere alla prova la regola.

Il no molto spesso mette in moto nei bambini reazioni eccessive di collera, ira ed aggressività che mettono alla prova molti adulti, i quali si sentono vulnerabili e dubbiosi su ciò che si è fatto vista la conseguente reazione eccessiva. In questi casi se l'adulto non è convinto che ciò che sta facendo è educativo e per il bene del bambino sarà molto più difficile resistere con fermezza al limite imposto e gestire adeguatamente il comportamento ribelle del bambino.

Vi sono alcuni metodi educativi che facilitano l'acquisizione e l'introiezione delle regole da parte del bambino e consentono agli adulti di agire adeguatamente per poter trasmettere i limiti.

Metodi educativi:
- Creare un ambiente prevedibile
E' importante dare ai bambini regole e abitudini, un ritmo di vita regolare perché essi non hanno il senso del tempo e dello spazio, ma strutturano la regolarità attraverso azioni che si susseguono sempre uguali, cioè devono avere la sicurezza che quando si svegliano la mamma fa certe azioni: li cambia, gli dà da mangiare, li mette a giocare.. Quando sono più grandi hanno altri ritmi, si fanno le abitudini: il lunedì vado alla scuola materna, lì gioco con i miei compagni, faccio merenda, poi faccio il pranzo più tardi, faccio il riposino, poi arriva la mamma a prendermi. Nella mente dei bambini si struttura la fiducia e la sicurezza attraverso le abitudini inoltre più strutturate e regolate sono le giornate, meno instabile sarà il comportamento del bambino. Tutte le regolarità e le scadenze prestabilite forniscono al bambino una cornice di supporto per comprendere ciò che accade intorno a lui e che cosa l'ambiente si aspetta da lui, per organizzare i propri spazi e tempi a sapere in anticipo quali azioni siano da considerarsi fuori dalla norma. Un ambiente prevedibile si realizza anche attraverso lo stabilire delle regole familiari chiare e condivise da tutti i membri della famiglia.
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Preavvisi
I preavvisi aiutano i bambini a porre dei limiti ad attività che potrebbero non volere smettere di fare (“… fra un quarto d'ora dovremo raccogliere i giochi e andare a casa” ) permettendogli di prepararsi al cambiamento e a riconoscere ed eventualmente controllare i propri stati di animo (frustazione, eccitazione, …) mentre si prepara al cambiamento.
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La pausa di riflessione
L'obiettivo della pausa di riflessione, nella sua stanzetta o in un altro angolo della casa, è quello di interrompere il ciclo di comportamenti fuori controllo e consentire al bambino di calmarsi e riflettere su ciò che ha fatto e di fare progetti per comportarsi in modo diverso o per rimediare a ciò che è accaduto.
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Rimediare al danno provocato
Rimediare ad un danno che il bambino volontariamente o meno ha provocato permettere di sviluppare ed accrescere il valore della responsabilità (chiedere scusa, ripagare l'oggetto rotto, rifare qualcosa nel modo corretto, …) , di capire le conseguenze dei gesti, di imparare le capacità di soluzione dei problemi e soprattutto gli consente di riconoscere i sensi di colpa e di riscattarsi
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Interventi basati sulle conseguenze
Le conseguenze possono essere due tipi, positive, il cui scopo è aumentare la frequenza, l'intensità e la durata di un comportamento, o negative, al fine di diminuire la frequenza, l'intensità e la durata di un comportamento. Una conseguenza negativa a scopo educativo è la punizione. Le punizioni vengono attuate per ridurre i comportamenti gravemente negativi facendo fare al bambino qualcosa che abitualmente non gradisce o vietandogli attività o cose piacevoli. Le conseguenze positive sono gratificazioni che gli adulti mettono in atto nei confronti dei bambini per sottolineare un loro comportamento adeguato e positivo. In questi casi gli adulti dovrebbero evitare di rinforzare un comportamento prima che sia avvenuto, evitare di utilizzare rinforzi di entità non commisurata al comportamento positivo prodotto (visto che hai fatto tutto i compiti ti compro un giocattolo…), evitare di promettere una ricompensa per far cessare un comportamento (ad es.“ Se stai fermo più tardi ti porto in sala giochi!”) ed evitare di gratificare il bambini con cose materiali come un giocattolo, ma attraverso “momenti emozionali” (una giornata al parco, una serata al cinema, fare assieme la sua torta preferita …), qualcosa che arricchisca la comunicazione e la relazione affettiva tra genitore e figlio.

“ Le regole non sono un vincolo alla propria libertà d'espressione,
ma un passaggio indispensabile per crescere ”

Elisa Lucchi

Bibliografia

  • Paolo Sarti “Neonati maleducati” Ed. Giunti Demetra
  • Asha Phillips “I no che aiutano a crescere” Ed. Feltrinelli
  • T. Berry Brazelton “Il mio bambino e la disciplina” Ed. Raffaello Cortina
  • T. Berry Brazelton “Il mio bambino e l'aggressività” Ed. Raffaello Cortina



Foto della festa di fine anno

sabato 18 giugno 2011


lunedì 20 giugno dalle 18 alle 20,30 festa di fine anno scolastico

spettacolo dei bambini:

3 anni (coccinelle): BODY PERCUSSION

4 anni (pappagalli): L'ORTO F.A.T.A.TO

5 anni (gufi): LA COSA PIU' IMPORTANTE

alle 19 buffet organizzato dalle famiglie


passate e iscrivetevi all'associazione!!!!

lunedì 18 aprile 2011





venerdì 8 aprile 2011

L’Associazione culturale “I Passi indietro e I Passi avanti”
propone ai soci, bambini e genitori:
un pomeriggio diverso, in campagna, giocando e divertendosi insieme
1) Prepariamo la merenda come una volta…
(nella vecchia cucina troverete tutto il necessario per preparare gustose merende insieme a Donatella e M.Rosa)
2) Creazioni pasquali, cestini, uova decorate con varie tecniche
(ci saranno tavoli con materiale soprattutto naturale o di riciclo per sbizzarrire la fantasia, guidati da Aurora, Daniela, Rita)
3) Ed infine… per tutti i bambini
grande caccia alle uova di cioccolato!!!!
Sabato 16 aprile
dalle ore 14,30 alle 18,30 presso la “casa di nonno Almo”
via delle Rene 43 Coltano
E’ richiesto un contributo di 10 euro a famiglia, che comprende affitto casa, merenda, bevande, materiali per i laboratori e uova di cioccolato
Prenotarsi al più presto e comunque entro giovedì 14
a scuola sul foglio o x e-mail a: associazione.ipassi@gmail.com

venerdì 11 marzo 2011

In questi giorni, come già l'anno scorso, si è sviluppata una polemica sulla "Giornata della solidarietà" organizzata alla caserma Gamerra dalla organizzazione onlus "la casa dei bambini di Nicola" in memoria di un soldato caduto in Irak. Sono arrivate alcune mail che chiedono di passare alla mail list dell'Associazione l'appello per firmare contro l'iniziativa (patrocinata dal comune). Lo faccio per conoscenza, ma altresì puntualizzo la mia personale posizione, a scanso di equivoci.

Come insegnante non amo le manifestazioni in cui sono coinvolte molte classi e scuole dovunque vengano fatte perchè, per esperienza, spesso sono più occasioni di propaganda per chi le organizza che di piacere per chi vi partecipa...ma se una manifestazione ha un programma interessante (e perfettamente legale) penso si possa partecipare chiunque sia l'organizzatore .

Visto che la scuola pubblica che difendiamo deve servire anche e soprattutto a confrontare idee, culture, religioni, abitudini diverse non avrei pregiudizi nel portare i bambini a vedere una caserma specie se non si mostrano armi ( due anni fa siamo stati all'aeroporto militare ed è stata una esperienza positiva, così come mi hanno riferito altre colleghe dello scorso anno alla Gamerra). Non trovo giusto fingere che certe realtà non esistano.Negli anni 60 e 70 nelle scuole comunali ad esempio,c'era questo atteggiamento di rimozione nei confronti della religione (forse in contrapposizione ad una scuola statale e confessionale che fondava la didattica proprio sulla religione).

Oggi penso che sia meglio presentare le varie idee come coesistenti e discutere... anche con bambini piccoli!

Come persona posso anche non approvare certe scelte, ma come insegnante non mi sembra giusto "indottrinare" in un senso o nell'altro i bambini visto che nella scuola pubblica sono fortunatamente presenti in classe bambini provenienti da famiglie con idee politiche diverse, figli di obiettori, di militari, di atei, di ferventi credenti di diverse religioni...come insegnante penso sia mio dovere promuovere il dialogo e la conoscenza. Per questo motivo vi passo la richiesta che mi è arrivata. Cari saluti a tutti! Aurora

sabato 5 febbraio 2011


Domenica 16 gennaio, organizzati in due turni per un totale di 53 partecipanti tra adulti, ragazzi e bambini siamo andati al Palazzo Blu a visitare la mostra di Joan Mirò.

L'esperienza è stata molto interessante e piacevole grazie anche alla speciale guida di Daniela Sandoni . Tutti, adulti e bambini, siamo stati condotti 'per mano' alla scoperta dell'artista.