"Rispettare e farsi rispettare. I no e le regole."
Conferenza San Martino in Riparotta Marzo 2009
Dott.ssa Elisa Lucchi
La poca tolleranza e l'aggressività, così come la scarsa disponibilità alla fatica, all'impegno, a tollerare i piccoli disagi, sono tutte caratteristiche che sembrano contraddistinguere nel mondo occidentale la gran parte della società odierna e che ritroviamo riproposte nel mondo dei bambini, nella loro educazione, sostenute e giustificate quasi in termini categorici dal pensiero: “il bambino non deve soffrire”. Crediamo allora di proteggere e a volte non ci rendiamo conto che stiamo danneggiando e producendo bambini insicuri e poco dotati di autonomia e soprattutto poco muniti di quelle fondamentali doti individuali che rendono liberi, capaci e sociali: l'adattabilità e la tolleranza .
Le regole, i no, i limiti, e la disciplina non sono soltanto aspetti educativi necessari per un vivere sereno familiare e sociale, ma sono elementi indispensabili per crescere un individuo sicuro e contemporaneamente tollerante, capace di adattarsi e al tempo stesso in grado di essere libero ed autonomo, in grado di combattere in modo responsabile, gestendo frustrazioni e disagi, ma anche capace di riconoscere e rispettare gli altri e i loro sentimenti; un uomo sociale .
In questa direzione la parola disciplina assume una funzione importante nell'educazione, disciplina significa insegnare. Attraverso la disciplina è possibile sviluppare aspetti formativi come:
- L'autocontrollo, la capacità di riconoscere i propri impulsi, ciò che li scatena e quali conseguenze producono ed imparare a trattenersi dall'agire inadeguato
- L'abilità di riconoscere i propri sentimenti e come nascono, dal loro un nome ed essere in grado di esprimerli adeguatamente
- Capire i sentimenti degli altri e dar loro importanza riconoscendo l'effetto che il proprio comportamento ha sugli altri
La pedagogista Selma Fraiberg afferma: “Un bambino senza disciplina è un bambino che non si sente amato”; questo perché attraverso la messa in atto di limiti educativi permetto al bambino che cresce di potersi sentire sicuro . Proviamo ad immaginare infatti se all'età di due o tre anni un bambino si sente più potente di chi si prende cura di lui, come può proteggerlo questa persona se se ne presenta la necessità? Dal punto di vista del bambino i limiti sono delle restrizioni che possono mandarlo su tutte le furie, ma sono anche dei cancelli che proteggono e fanno sentire al sicuro; sapere infatti che qualcuno è disposto ad affrontare dei momenti sgradevoli nel nostro interesse, come il dover negare e frustare dei desideri, ci dà sicurezza. Inoltre i limiti permettono al bambino di vivere occasioni graduali e necessarie per poter sviluppare le proprie risorse e divenire forti . Se qualcun'altro fa tutto il lavoro al posto nostro e soddisfa ogni nostro capriccio, noi diveniamo sempre più deboli, sempre più poveri di strumenti per affrontare il mondo e incapaci di sopportare la frustrazione. Attraverso il limite io offro la possibilità al bambino che cresce ad avere fiducia nelle proprie capacità e ad imparare a superare le difficoltà.
E' vero che pochi limiti e pochi rimproveri eliminano l'aspetto frustrante ed antipatico conseguente da gestire, ma anche l'aspetto rassicurante cha dà saper di avere dei limiti e spazi circoscritti, chiari e solidi.
E' necessario che i bambini conoscano ed accettino i propri limiti, che imparino a riconoscere e rispettare sì le proprie esigenze, ma anche quelle altrui. E imparino che, per il buon vivere sociale e relazionale, spesso è necessario limitare le proprie pretese, arrivando a delle mediazioni. È indispensabile che sappiano riconoscere il valore dell'autorità, quando è giusta, e riescano ad accettare che essa non solo definisca le regole giuste, ma che le sappia anche far rispettare. Per questo è necessario talvolta sgridarli e talvolta anche punirli.
Il “ no” è l'espressione verbale di un limite che gli adulti nel loro ruolo educativo fin dalla nascita del bambino sono chiamati a mettere in atto in svariati momenti della vita di tutti i giorni, ma vi è un momento in particolare dello sviluppo del bambino in cui la capacità a dire di no è particolarmente importante, quando il bambino è in grado di muoversi da solo ed inizia ad esplorare il mondo attorno a lui, e può quindi andare incontro a molti pericoli. In questo momento fa la comparsa la disciplina.
Nella vita quotidiana di una famiglia in cui c'è un bambino di questa età, il “no” è probabilmente una delle parole più usate!
A questa età la disciplina significa insegnare gradualmente l'autocontrollo che non si impara in un solo colpo, ma gli stessi episodi si ripetono innumerevoli volte al giorno e i bambini hanno bisogno che i loro genitori mettano le mani sulle loro mani o sulle spalle per fermare l'azione indesiderata. Il bambino ha bisogno che i genitori continuino a dire di “no” finché la lezione è stata appresa e non vi è più necessità di mettere alla prova la regola.
Il no molto spesso mette in moto nei bambini reazioni eccessive di collera, ira ed aggressività che mettono alla prova molti adulti, i quali si sentono vulnerabili e dubbiosi su ciò che si è fatto vista la conseguente reazione eccessiva. In questi casi se l'adulto non è convinto che ciò che sta facendo è educativo e per il bene del bambino sarà molto più difficile resistere con fermezza al limite imposto e gestire adeguatamente il comportamento ribelle del bambino.
Vi sono alcuni metodi educativi che facilitano l'acquisizione e l'introiezione delle regole da parte del bambino e consentono agli adulti di agire adeguatamente per poter trasmettere i limiti.
Metodi educativi:
- Creare un ambiente prevedibile
E' importante dare ai bambini regole e abitudini, un ritmo di vita regolare perché essi non hanno il senso del tempo e dello spazio, ma strutturano la regolarità attraverso azioni che si susseguono sempre uguali, cioè devono avere la sicurezza che quando si svegliano la mamma fa certe azioni: li cambia, gli dà da mangiare, li mette a giocare.. Quando sono più grandi hanno altri ritmi, si fanno le abitudini: il lunedì vado alla scuola materna, lì gioco con i miei compagni, faccio merenda, poi faccio il pranzo più tardi, faccio il riposino, poi arriva la mamma a prendermi. Nella mente dei bambini si struttura la fiducia e la sicurezza attraverso le abitudini inoltre più strutturate e regolate sono le giornate, meno instabile sarà il comportamento del bambino. Tutte le regolarità e le scadenze prestabilite forniscono al bambino una cornice di supporto per comprendere ciò che accade intorno a lui e che cosa l'ambiente si aspetta da lui, per organizzare i propri spazi e tempi a sapere in anticipo quali azioni siano da considerarsi fuori dalla norma. Un ambiente prevedibile si realizza anche attraverso lo stabilire delle regole familiari chiare e condivise da tutti i membri della famiglia.
- Preavvisi
I preavvisi aiutano i bambini a porre dei limiti ad attività che potrebbero non volere smettere di fare (“… fra un quarto d'ora dovremo raccogliere i giochi e andare a casa” ) permettendogli di prepararsi al cambiamento e a riconoscere ed eventualmente controllare i propri stati di animo (frustazione, eccitazione, …) mentre si prepara al cambiamento.
- La pausa di riflessione
L'obiettivo della pausa di riflessione, nella sua stanzetta o in un altro angolo della casa, è quello di interrompere il ciclo di comportamenti fuori controllo e consentire al bambino di calmarsi e riflettere su ciò che ha fatto e di fare progetti per comportarsi in modo diverso o per rimediare a ciò che è accaduto.
- Rimediare al danno provocato
Rimediare ad un danno che il bambino volontariamente o meno ha provocato permettere di sviluppare ed accrescere il valore della responsabilità (chiedere scusa, ripagare l'oggetto rotto, rifare qualcosa nel modo corretto, …) , di capire le conseguenze dei gesti, di imparare le capacità di soluzione dei problemi e soprattutto gli consente di riconoscere i sensi di colpa e di riscattarsi
- Interventi basati sulle conseguenze
Le conseguenze possono essere due tipi, positive, il cui scopo è aumentare la frequenza, l'intensità e la durata di un comportamento, o negative, al fine di diminuire la frequenza, l'intensità e la durata di un comportamento. Una conseguenza negativa a scopo educativo è la punizione. Le punizioni vengono attuate per ridurre i comportamenti gravemente negativi facendo fare al bambino qualcosa che abitualmente non gradisce o vietandogli attività o cose piacevoli. Le conseguenze positive sono gratificazioni che gli adulti mettono in atto nei confronti dei bambini per sottolineare un loro comportamento adeguato e positivo. In questi casi gli adulti dovrebbero evitare di rinforzare un comportamento prima che sia avvenuto, evitare di utilizzare rinforzi di entità non commisurata al comportamento positivo prodotto (visto che hai fatto tutto i compiti ti compro un giocattolo…), evitare di promettere una ricompensa per far cessare un comportamento (ad es.“ Se stai fermo più tardi ti porto in sala giochi!”) ed evitare di gratificare il bambini con cose materiali come un giocattolo, ma attraverso “momenti emozionali” (una giornata al parco, una serata al cinema, fare assieme la sua torta preferita …), qualcosa che arricchisca la comunicazione e la relazione affettiva tra genitore e figlio.
“ Le regole non sono un vincolo alla propria libertà d'espressione,
ma un passaggio indispensabile per crescere ”
Elisa Lucchi
Bibliografia
- Paolo Sarti “Neonati maleducati” Ed. Giunti Demetra
- Asha Phillips “I no che aiutano a crescere” Ed. Feltrinelli
- T. Berry Brazelton “Il mio bambino e la disciplina” Ed. Raffaello Cortina
- T. Berry Brazelton “Il mio bambino e l'aggressività” Ed. Raffaello Cortina


