Riflessioni a partire dai fatti dell'asilo Cip e Ciop di Pistoia
Ovvio essere sconvolti e indignati!
le immagini che sono state pubblicate inchiodano quelle persone alle loro responsabilità e suscitano reazioni disgustate.
Riflettendo su questa vicenda però, al di là delle responsabilità e pazzie personali, come genitori ed insegnanti ci poniamo anche degli interrogativi a cui bisogna trovare una risposta:
Come vengono scelte le persone che lavorano con i bambini piccoli?
In quali condizioni vengono fatte lavorare?
Quanti bambini può seguire un’educatrice senza “andare fuori di testa”?
Come sono organizzati tutti questi servizi all’infanzia privati che nascono come funghi?
Chi li controlla e come?
Quanto viene investito sull’infanzia?
Perché quando c’è crisi si tagliano risorse proprio sui bambini?
Questo caso eclatante ora suscita indignazione, come tutti i casi di violenza all’infanzia in cui si ravvisa un reato;
come associazione “I Passi indietro e I Passi avanti” vogliamo però sottolineare che spesso ci dimentichiamo che
esistono altri tipi di “maltrattamenti” certo meno gravi ma su cui dobbiamo riflettere:
la mancanza di attenzione, l’organizzazione dei tempi e degli spazi a misura di adulto, il mettere avanti a tutto le necessità e gli interessi dei genitori, della scuola, del comune, dello stato, dell’ospedale, della società, ecc ecc..
L’infanzia, non avendo voce, si è sempre dovuta assoggettare agli umori e alle necessità adulte
ed un tempo questo era normale (ed in molti paesi lo è ancora).
Era normale il non considerare le persone come aventi tutte gli stessi diritti.
Era normale considerare le donne proprietà degli uomini ecc.
Ma oggi in questa parte di mondo in cui pensiamo di essere così attenti ai diritti ,
ora che giustamente ci indignamo di fronte a casi come questo,
siamo sicuri di essere sempre attenti ai bisogni dei più piccoli?
riusciamo ad organizzare la nostra frenetica vita e le strutture per l’infanzia in modo tale da farli crescere sereni?
Spesso mettiamo avanti soprattutto le nostre esigenze di adulti:
noi non abbiamo tempo, noi non abbiamo abbastanza denaro, noi dobbiamo lavorare,
noi siamo troppo stanchi, noi non possiamo, non ne abbiamo voglia, non ce la facciamo.
Li vogliamo già grandi quando ci fa comodo per adattarsi alle nostre esigenze;
Li consideriamo piccoli se aiutarli a crescere ci fa fatica…
La nostra associazione, nata lo scorso anno nella scuola dell’infanzia comunale “Rosa Agazzi” di Pisa e di cui fanno parte insegnanti, genitori, ragazzi, ha fra i suoi obbiettivi anche quello di promuovere la discussione su questi temi per cercare insieme di essere più attenti ai reali bisogni dei bambini e lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato.
Il direttivo
Aurora Tamburini, Donatella Serratore, Maria R. Vincelli, Mariarosa Di Maso, Laura Moretti, Stefania Marcelli, Rita Cella

0 commenti:
Posta un commento