Tempo fa una nostra socia ci ha suggerito di inserire sul blog il testo mandato dal babbo di M. alla festa dell'accoglienza non avendo loro potuto partecipare. Eccolo:
L’albero della pace di Jama Musse Jama.
In questi ultimi periodi, nelle occasioni cerimoniali di apertura di scuole, e non solo, è diventato quasi ruotine parlare della pace. Come se i bimbi fossero quelli che contribuiscono l’assenza della pace. La mancanza di pace, che guarda caso non sempre corrisponde alla presenza di una guerra, è un affari fra gli adulti. I bimbi subiscono, e chi paga di più per una ferita sulla pace sono proprio i bambini. La proporzione dell’essere e vivere in pace, si misura con lo stato del benessere dei bambini. Quanto più sereni crescono i bambini tanto è solida quanto una società vive in pace.
Gli occhi dei bambini non hanno un colore, cosi come il loro bisogno di cure, di nutrizione, di protezione, di amore; tutto ciò, non hanno, e non possono avere un diverso trattamento da bimbo a bimbo. Ovunque sono, i bambini sono indifesi. Non hanno una religione, non credono se non in risposta all’amore dell’adulto che li sta vicino in quel momento. La pace vera tra gli adulti si raggiunge quando i bambini crescono sereni fra gli adulti. Al contrario, anche se gli adulti non si sparano con i fucili, anche se non cadono le bombe e non c’è una guerra in corso, anche se si vive apparentemente in pace, dove c’è il pianto di un bambino, certo è che non si vive in pace realmente.
I bambini, ovunque nascono, sono le speranze del futuro. Sono la scommessa della vita, e si sa se una scommessa è vincente, solo dopo aver scoperto le carte. Si sa se la vita progredisce solo quando un bambino cresce sano e sereno.
In guerra, in carestia, nello sfruttamento o nelle altre forme di mancanza di pace, i bambini sono i più vulnerabili, vittime del caso; spesso anche prima e per colpa di quei adulti che dovrebbero proteggerli. L’albero della pace cresce con la gioia dei bambini.
L'albero della pace,
Di radici ben nutrite,
Con saggezza dei bambocci,
Di chi vive innocente;
L'albero della pace,
Ramoscelli cresciuti,
Con la gioia dei marmocchi,
Di chi giova contentezza;
L'albero della pace,
Di fiori sbucciati,
Con sorriso dei bimbetti,
Di chi nutre speranza;
L'albero della pace,
Di frutti maturati,
Con dolcezza dei piccini,
Di chi nasce in amore;
Quest’albero della pace,
Al pianto dei fanciulli,
Al dolore dei mocciosi,
Alla fame dei bambini,
E l’angoscia del futuro,
Ha radici della pace,
Ramoscelli mal nutriti,
Regrediti dismisura,
Con fiori smarriti,
E frutti molto amari.
Jama Musse Jama, Pisa.
lunedì 2 febbraio 2009
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